Un gruppo di imprese italiane e, in particolare, romagnole ipotizza
che in questo territorio ci sono le condizioni per “pensare in
grande” e perciò riunitesi in un comitato denominato “Romagna2020”,
lancia una proposta, che parte da un’idea semplice :assecondare la
vocazione di un territorio e la Romagna è per eccellenza un
territorio a vocazione turistica, per di più, unico in Italia, con
una specifica configurazione territoriale, che ne fa un territorio
metropolitano. Le cifre sono note e si racchiudono in un milione di
abitanti, in tre Province, in quattro città capoluogo, racchiuse in
un fazzoletto. Le distanze, appunto, decisamente risibili, tra le
diverse città,determinano alcune riflessioni:
AEREOPORTI
La Romagna non è in grado di sostenere due strutture aeroportuali; da questa considerazione prende corpo l’ipotesi di realizzare un Aeroporto internazionale di Romagna”, proiettato sulla riviera adriatica, dai lidi ferraresi ad Ancona.
Questa struttura deve poter essere raggiunta dalle infrastrutture ferroviarie e stradali, in parte già esistenti ed in parte solo da ristrutturare. Questa struttura deve poter
essere raggiunta dalle infrastrutture ferroviarie e stradali, in
parte già esistenti ed in parte solo da ristrutturare.
ALTA VELOCITA’ FERROVIARIA
Le direttrici previste dal piano nazionale delle Ferrovia dello
Stato non prendono in considerazione una dorsale Adriatica, ma, come
insegna la Spagna, è possibile realizzare “bracci” autonomi, che
abbiano una rilevanza nazionale, quale potrebbe essere la tratta
Bologna – Romagna, per connettere l’aeroporto di Romagna alla TAV
METROPOLITANA DI COSTA
Attualmente, pur tra molti contrasti, è previsto un TRC (trasporto
rapido di costa) fra Rimini e Riccione, ma l’attuale tratta
ferroviaria Ravenna – Cattolica, decisamente obsoleta, può essere
trasformata in una linea trasporto passeggeri a carattere
metropolitano, con connessione con la stazione TAV e l’aeroporto di
Romagna. Non solo ma la tratta Ravenna Ferrara va portata a valore
di ferrovia.
STRADE ED AUTOSTRADE
Attualmente è in fase di completamento a tre corsie il tratto dell’
A14 Rimini Nord – Pedaso, ma è necessario ammodernare gli assi
viari, già esistenti, ma decisamente insufficienti, quali E45 con
priorità nella tratta Ravenna – Venezia; l’Adriatica da Rimini a
Ravenna, la Via Emilia da Imola a Rimini (basti pensare al km 0
della secante a Cesena o alla tangenziale di Castelbolognese o
all’asse di arroccamento di Forlì); la Cervese di Forlì e la Cervese
di Cesena.
PIANI URBANISTICI E PROGETTI SUL TERRITORIO
Il recupero dell’area portuale di Ravenna; la ristrutturazione del
lungomare di Rimini, l’”atollo” di Riccione sono solo alcuni degli
interventi sì concretizzabili, ma che si potranno realizzare in
tempi brevi e con forti sinergie, se interconnessi tra loro ed in
quanto finalizzati ad un progetto.
“ROMAGNA 2020” È IL PROGETTO DELLA CANDIDATURA, NON DI UNA CITTÀ, MA DI UN TERRITORIO, LA ROMAGNA, PER LE OLIMPIADI DELL’ANNO 2020.
Le condizioni di massima per candidare questo territorio a quel grande appuntamento fondamentalmente esistono già:
un aeroporto internazionale
impianti sportivi adeguati
capacità ricettiva alberghiera
uno stadio capace di 90.000 posti
un villaggio olimpico per 20.000 ospiti.
Quanto alla condizione n. 1 : l’ipotesi dell’aereoporto di Romagna è realizzabile e coinvolge tutte le istituzioni, che, una volta realizzato, coinvolgeranno società private di gestione.
Quanto alla condizione n. 2 : in Romagna, gli impianti sportivi ci sono tutti; indubbiamente andranno adeguati e finalizzati alle diverse discipline sportive.
Quanto alla condizione n. 3 : la capacità ricettiva delle strutture alberghiere e di accoglienza della Romagna è unica in Europa; servirà un innovativo piano di ammodernamento.
Quanto alla condizione n. 4 : forse la più semplice; a Rimini non si discute di realizzare un nuovo stadio?
Quanto alla condizione n. 5 : un villaggio olimpico capace di ospitare 20.000 persone si può realizzare ovunque sul territorio di Romagna, anche nelle aree che saranno liberate dagli aeroporti a Forlì e Rimini. Fatti, però, i dovuti accertamenti geo-statici,è persino ipotizzabile la realizzazione del villaggio olimpico su un’isola artificiale di fronte alla costa romagnola; un isola con caratteristiche di tutela ambientale, in grado di autoalimentarsi dal punto di vista energetico, ma con l’obiettivo di costituire una barriera permanente alla erosione delle spiagge.
Un’isola che successivamente potrà essere trasformata in “area porto franco”, in grado di ospitare le innumerevoli attività turistico commerciali fortemente innovative che nasceranno negli anni pre e post olimpici.
Non compete certamente a noi dare corpo alla candidatura ad una olimpiade, ma l’auspicio è che questa iniziativa sia giudicata positivamente e perciò, presa in considerazione, affinché, nelle sedi competenti, si dia vita ad un comitato promotore perché la Romagna sia la candidatura italiana per l’assegnazione dei giochi olimpici dell’anno 2020